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title: "Adozione dell’AI nelle aziende: il cambiamento è culturale, non (solo) tecnologico"
url: https://giornaledellepmi.it/adozione-dellai-nelle-aziende-il-cambiamento-e-culturale-non-solo-tecnologico/
author: "Redazione"
published: 2025-07-23T06:45:16+02:00
modified: 2025-07-22T18:33:27+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["FORMAZIONE"]
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# Adozione dell’AI nelle aziende: il cambiamento è culturale, non (solo) tecnologico

*Redazione · 23 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Cresce l’uso dell’intelligenza artificiale tra le imprese italiane, ma mancano figure in grado di guidare il cambiamento, iniziative come quelle promosse da Flowerista puntano a colmare il divario tra tecnologia e cultura organizzativa.

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane sta registrando una crescita costante. Un sondaggio[ISTAT](https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/01/Statreport_ICT2024-1.pdf) riporta che **nel 2024 le imprese italiane con almeno 10 addetti che utilizzano tecnologie di intelligenza artificiale sono passate dal 5,0% all’8,2%,** segnalando un’accelerazione nell’integrazione di queste soluzioni nei processi aziendali.

 

Tuttavia, **portare l’intelligenza artificiale in azienda non significa semplicemente adottare una nuova tecnologia, ma innescare un cambiamento culturale.** È un processo che parte dalla consapevolezza: capire cosa può fare davvero l’AI nei diversi contesti, distinguere un prompt efficace da una semplice ricerca online, coinvolgere le persone che hanno meno dimestichezza con il digitale.

 

È proprio dalla volontà di attivare questa consapevolezza che interviene [**Flowerista**](https://www.flowerista.it/), realtà attiva nell’ambito della trasformazione digitale e della formazione per le PMI italiane. Attraverso serious games come ***Prompt’n’Play***, progettato per promuovere un dialogo consapevole con l’intelligenza artificiale, Flowerista introduce il tema in modo semplice, partecipativo e rassicurante. L’approccio prevede un primo passo concreto, ad esempio una mezza giornata di gioco e confronto collettivo, che può aprire le porte a **riflessioni più ampie sul ruolo dell’AI nei processi** **aziendali.** Esperienze formative coinvolgenti e ben strutturate come questa, dunque, diventano l’occasione per mettere a fuoco i bisogni reali, mappare i processi e **capire dove e in che modo l’intelligenza artificiale può davvero fare la differenza**.

 

Ma perché questi percorsi abbiano un impatto reale, **servono figure capaci di accompagnare le imprese nel tempo e guidarle nell’integrazione dell’AI**. Un’esigenza ancora difficile da soddisfare, come sottolinea la founder **Sara Malaguti**: *“Non è solo difficile trov**arli. È complesso anche solo definire quali competenze servano davvero, tra hard skills e soft skills. Ma è proprio da questa complessità che nasce l’ambizione di Flowerista: crescere, ampliare il nostro team e diventare un punto di riferimento per chi, co**me noi, crede in un’innovazione guidata dalle persone. E siamo aperti a nuove sinergie con chi si riconosce in questo mix di visione e concretezza”*.

 

## **AI senza guida: il rischio di un’innovazione frammentata**

 

Secondo lo studio di [**EY Italy AI Barometer**](https://www.ey.com/it_it/newsroom/2024/09/ai-italia-tra-primi-tre-paesi-che-l-hanno-adottata), **solo il 16% dei dipendenti italiani si ritiene soddisfatto della formazione ricevuta sul posto di lavoro in materia di AI, e il 37% ritiene che la** **propria azienda dovrebbe fornire maggiore formazione**. La capacità delle imprese di sviluppare competenze adeguate e individuare profili capaci di guidare l’adozione strategica dell’AI resta, dunque, indietro rispetto alla rapidità con cui avanza la trasformazione digitale.

 

Mancano, in particolare, **esperti in grado di leggere i processi aziendali**, individuare le aree in cui l’intelligenza artificiale può generare valore e tradurre le tecnologie disponibili in soluzioni operative, sostenibili e su misura. Si tratta di **competenze ibride, che uniscono padronanza tecnica e visione sistemica, capacità relazionali e sensibilità al contesto**. In assenza di questi profili, molte PMI rischiano di affrontare l’innovazione in modo frammentato, senza una direzione strategica capace di generare continuità e impatto nel tempo.

 

Questo scenario complessivo mette in evidenza non solo una crescente apertura verso l’adozione dell’intelligenza artificiale, ma anche un’**occasione concreta per sviluppare nuove competenze strategiche**. In questa direzione, Flowerista continua a lavorare per costruire non solo percorsi formativi efficaci, ma anche una rete di esperti capaci di affiancare le imprese in modo competente e sensibile.

 

*“L’intelligenza artificiale è già oggi uno strumento strategico per innovare, ottimizzare processi e restare competitivi, sempre con un occhio di riguardo nei confronti di etica e gov**ernance dell’AI stessa. Tuttavia, molte PMI non dispongono ancora delle competenze o della consapevolezza necessari per integrarla in modo efficace”*, osserva **Anna Iorio**, CTO di Flowerista ed esperta in AI applicata al business.

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Fonte: [Adozione dell’AI nelle aziende: il cambiamento è culturale, non (solo) tecnologico](https://giornaledellepmi.it/adozione-dellai-nelle-aziende-il-cambiamento-e-culturale-non-solo-tecnologico/), Il Giornale delle PMI.
