L’economia del settore privato dell’eurozona è riuscita a registrare a marzo un’altra espansione, concludendo il primo trimestre del 2025 con il terzo mese consecutivo di incremento dell’attività. La crescita, sebbene abbia toccato i valori più alti da agosto 2024, è stata complessivamente solo modesta e debole rispetto alla tendenza di lungo termine dell’indagine. I maggiori volumi di produzione si sono avuti nonostante i nuovi ordini abbiano registrato di nuovo una contrazione, ma l’occupazione è aumentata per la prima volta da luglio dello scorso anno.
Nell’indagine di marzo la pressione dei prezzi si è lievemente indebolita, con costi e prezzi di vendita che hanno registrato i più deboli tassi di incremento finora nel 2025.
Una volta destagionalizzato, l’Indice HCOB PMI® della Produzione Composita dell’Eurozona, che consiste in una media ponderata dell’Indice HCOB PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice HCOB PMI dell’Attività Terziaria, è salito a marzo a 50.9, da 50.2 di febbraio e segnala il terzo mese consecutivo in cui l’indice principale si posiziona in territorio di crescita, con una lettura superiore a 50.0. L’indice ha inoltre toccato il valore più alto da agosto dello scorso anno, registrando il tasso di crescita più rapido in sette mesi. L’espansione complessiva è stata tuttavia solo complessivamente modesta e più debole della tendenza di lungo termine dell’indagine (52.4).
Sia il manifatturiero che il terziario hanno contribuito all’accelerato rialzo di marzo. Per la prima volta in due anni, la produzione di beni è aumentata, mentre i livelli di attività terziaria hanno indicato tassi di crescita accelerati rispetto a febbraio. In entrambi i settori, i tassi di incremento sono stati pressoché lievi.
Alla fine del primo trimestre dell’anno, la maggior parte delle nazioni dell’eurozona i cui dati PMI compositi sono disponibili hanno registrato un’espansione maggiore. La Francia è stata un’eccezione, segnando il settimo mese consecutivo di contrazione (anche se più debole delle precedenti). Nel frattempo, l’economia dell’Irlanda ha indicato la crescita più veloce, salendo al valore maggiore in quattro mesi e superando la Spagna di poco. Più modesti sono stati gli incrementi registrati in Germania e Italia, anche se i livelli dell’attività economica tedesca sono stati i più forti in dieci mesi.
L’incremento di marzo della produzione del settore privato si è peraltro raggiunto senza un concomitante aumento dei nuovi ordini. Come ormai avviene regolarmente da giugno dell’anno scorso, anche in quest’ultima indagine la domanda di beni e servizi dell’eurozona è diminuita. In ogni caso, il livello delle vendite è rimasto quasi invariato, visto il rallentamento del tasso di contrazione che è stato marginale e il più debole dell’attuale sequenza. Tutto ciò nonostante gli ordini esteri, inclusi quelli intra-eurozona, abbiano pesato negativamente un po’ di più, con una contrazione lievemente più rapida di febbraio.
A stimolare la crescita di marzo è stato il nuovo aumento dell’occupazione. Per la prima volta da luglio 2024, gli organici del settore privato dell’eurozona hanno indicato un incremento. Le maggiori assunzioni del terziario si sono accompagnate a minori tagli occupazionali del manifatturiero. Il tasso complessivo di crescita di posti di lavoro è stato il più veloce in nove mesi, ma solo nel complesso marginale.
La maggiore capacità operativa e il concomitante calo dei nuovi ordini di marzo hanno permesso alle aziende dell’eurozona di ridurre ancora il cumulo di ordini arretrati, ridottosi al tasso più rapido in tre mesi.
Parlando di prezzi, le pressioni inflazionistiche alla fine primo trimestre si sono attenuate. I costi operativi sono aumentati, soprattutto a causa delle maggiori spese terziarie, ma il tasso di incremento complessivo del settore privato è stato il più lieve degli ultimi tre mesi. I prezzi di vendita di beni e servizi provenienti dall’eurozona sono aumentati, ma al tasso minore in un anno. Tale valore è stato raggiunto nonostante il manifatturiero abbia aumentato i prezzi di vendita per la prima volta in sette mesi, mentre il terziario ha adottato una politica sui prezzi meno aggressiva.
Analizzando le previsioni future, l’indagine di marzo ha indicato che le aziende del settore privato dell’eurozona nutrono aspettative positive sui prossimi 12 mesi. Tuttavia, il livello di ottimismo è sceso lievemente indicando i valori minimi in tre mesi e restando più debole della media di lungo termine.
Classifica nazionale dell’Indice PMI della Produzione Composita: Marzo 2025
Irlanda | 54.6 | massimo in 4 mesi |
Spagna | 54.0 | minimo in 2 mesi |
Germania | 51.3 (flash: 50.9) | massimo in 10 mesi |
Italia | 50.5 | minimo in 2 mesi |
Francia | 48.0 (flash: 47.0) | massimo in 5 mesi |
HCOB PMI® del Terziario dell’Eurozona
A marzo, l’Indice HCOB PMI dell’Attività Terziaria dell’Eurozona si è posizionato su 51.0, da 50.6 di febbraio ed ha segnalato un’espansione della produzione lievemente più rapida.
Il volume dei nuovi ordini di marzo è di nuovo marginalmente diminuito, come successo a febbraio. I mercati internazionali hanno dato segnali di indebolimento, con un calo accelerato delle vendite estere. Nel terziario, la maggiore produzione e il calo degli ordini si è tradotto in una riduzione del lavoro inevaso più rapida, la più veloce in poco più di quattro anni.
Le aziende del settore terziario dell’eurozona hanno aumentato i livelli occupazionali nel mese di marzo, prolungando la sequenza di crescita a cinquanta mesi consecutivi e al tasso maggiore da giugno dello scorso anno. Le aspettative di crescita sono però diminuite su base mensile scendendo al valore minore da novembre 2024, con un livello di ottimismo che è rimasto inferiore alla media storica.
A fine primo trimestre l’inflazione del settore terziario è rallentata. I costi ed i prezzi di vendita hanno entrambi registrato gli incrementi più deboli in quattro mesi.
Commento
Analizzando i dati PMI, Dr. Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “Quella del settore terziario dell’eurozona non possiamo più realmente chiamarla crescita. L’indice è di nuovo in bilico appena al di sopra della soglia di non cambiamento di 50. I nuovi ordini hanno persino registrato un leggero calo per il secondo mese consecutivo, ed il lavoro inevaso continua a mantenere un trend al ribasso. Presumibilmente a breve, vedremo spinte propulsive indirette del settore terziario tedesco, dovute ai maggiori investimenti su infrastrutture e difesa. Il settore dei servizi dell’intera eurozona potrebbe però dover affrontare maggiori difficoltà. Eppure, l’aumento dei salari reali potrebbe agevolare lo stimolo ai consumi, il che gioverebbe soprattutto ai fornitori di servizi. A marzo, dopo l’andamento al rialzo dei mesi recenti, le pressioni inflazionistiche del settore terziario sono rallentate. I costi stanno ancora salendo a tasso significativo, ma non rapidamente quanto prima. Nel frattempo, le aziende terziarie si stanno frenando dall’alzare i prezzi più di quanto non lo abbiano fatto finora. Nel frattempo, la Banca Centrale Europea (BCE) non dà ancora il via libera, visto che l’inflazione resta storicamente alta, e punta inoltre il dito sull’aumento dell’incertezza. L’attuale dibattito all’interno della BCE sul se e a quale tasso tagliare i tassi di interesse è quindi abbastanza comprensibile. Alla fine dello scorso anno, l’eurozona sembrava destinata a scendere in recessione, ma all’inizio di quest’anno la situazione si è in qualche modo stabilizzata. Per esempio, il PMI Composito è rimasto in crescita per il terzo mese consecutivo, anche se a malapena. In ogni caso, i dazi statunitensi potrebbero presto far di nuovo deragliare l’economia dell’eurozona. Ecco perché il pacchetto fiscale pianificato dalla maggiore economia dell’eurozona viene considerato una buona contromisura, poiché punta principalmente al supporto della difesa e dell’industria edile ma può anche beneficiare indirettamente il settore terziario, e ridurre considerevolmente il rischio di recessione per l’intera eurozona.”