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title: "8 aziende su 10 si dicono fiduciose rispetto alle esportazioni: dopo la tempesta arriva il sole?"
url: https://giornaledellepmi.it/8-aziende-su-10-si-dicono-fiduciose-rispetto-alle-esportazioni-dopo-la-tempesta-arriva-il-sole/
author: "Redazione"
published: 2024-05-16T07:20:12+02:00
modified: 2024-05-15T18:17:27+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# 8 aziende su 10 si dicono fiduciose rispetto alle esportazioni: dopo la tempesta arriva il sole?

*Redazione · 16 Maggio 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Allianz Trade ha intervistato oltre 3.000 esportatori in Cina, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti per la terza edizione del Global Survey.

Dalla pandemia all’invasione dell’Ucraina, fino alle riaccese tensioni in Medio Oriente, il susseguirsi di crisi ha creato un ambiente complicato e incerto per gli esportatori. Il 2024 potrebbe portare un po’ di luce e consentire di vedere la fine del tunnel alle aziende? Per scoprirlo, Allianz Trade ha intervistato **oltre 3.000 esportatori** in Cina, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti per la **terza edizione** del **Global** **Survey**.

 

### **Ottimismo** ***déjà vu*****:** **l****e imprese stanno** **nuovamente sottovalutando i rischi futuri?**

 

Nell’edizione 2023 del Global Survey, il 70% delle imprese ha dichiarato di aspettarsi un aumento del fatturato generato dalle esportazioni. Tuttavia, l’anno si è concluso con una recessione commerciale e un rallentamento della domanda superiori alle aspettative. Nel 2024 è prevista la fine della recessione ma l’atteggiamento delle aziende è nuovamente troppo ottimistico? Nell’attuale edizione del sondaggio, l’82% di esse ha dichiarato di aspettarsi un aumento del fatturato generato dalle esportazioni nel corso dell’anno, soprattutto nei settori legati ai consumi come la vendita al dettaglio, gli elettrodomestici, i computer e le telecomunicazioni. Infatti, quasi il 40% delle imprese prevede nel 2024 un aumento significativo di oltre il +5% (+18 punti percentuali rispetto al 2023).

 

*“**Dopo* *oltre* *un anno di recessione, gli esportatori si aspettano ora una ripresa**,* *nella seconda metà del 2024,* *dal momento che* *la ricostituzione delle scorte di* *prodotti finiti* *sta* *accelerando**,* *così come la* *domanda globale. Questo* *determinerà* *anche* *un* *aument**o de**i prezzi e* *un incremento* *del**la reflazione**:* *a* *livello globale, 8* *aziende* *su 10 prevedono un aumento dei prezzi* *per* *l’esportazione nel 2024,* *che supporterà**,* *quindi**,* *il fatturato d**i quest’ultime**.* *Le nostre previsioni sono più prudenti:* *stimiamo un aumento del* *commercio globale* *intorno al* *+2,8%* *nel 2024* *in termini di valore**, dopo una contrazione del -2,9% nel 2023. Si tratta di un dato significativamente inferiore alla media* *nel* *lungo periodo del* *+5%**, che riflette il rischio di interruzioni del trasporto marittimo globale, come la crisi del Mar Rosso e l’aumento del protezionismo**“*, **spiega** **Françoise** **Huang, Senior Economist** **for** **APAC** **and Global Trade** **di Allianz Trade**.

 

Per sostenere le esportazioni, le aziende definiscono priorità diverse. Gli esportatori francesi e statunitensi sono particolarmente propensi allo sviluppo di nuovi prodotti, mentre quelli tedeschi, spagnoli e cinesi vogliono puntare su nuovi mercati. Gli esportatori britannici, invece, nel corso del 2024, preferiscono privilegiare gli investimenti domestici.

 

### **Il rischio di mancato pagamento** **resta** **ancora** **la principale preoccupazione per g****li esportatori**

 

Pur essendo ottimisti, gli esportatori sono consapevoli dei rischi che gravano sul loro sviluppo internazionale. A livello globale, le imprese sono preoccupate soprattutto a causa dei rischi geopolitici, della carenza di fattori produttivi/manodopera e delle questioni concernenti il finanziamento ma il rischio per un mancato pagamento resta la principale preoccupazione.

 

*“**Abbiamo riscontrato che, a livello globale, quasi il 70% delle aziende viene pagato tra i 30 e i 70 giorni, con* *un numero* *leggermente* *più elevato* *nel* *Regno Unito, Francia e Stati Uniti* *rispetto agli altri* *P**aesi**.* *In un contesto di* *minore* *crescita,* *perturbazioni degli scambi commerciali* *e incertezza geopolitica, il 42% delle* *imprese* *prevede* *che i* *termini di pagamento delle esportazioni* *siano* *più lunghi* *nei prossimi sei-dodici mesi**, il che significa* *una maggiore pressione* *sui* *fluss**i* *di cassa**.* *L**a situazione potrebbe addirittura peggiorare.* *Inoltre,* *il* *40% degli intervistati prevede**,* *nel 2024**,* *un aumento del rischio di mancato pagamento.* *Ciò è in linea con la nostra previsione di un* *incremento* *delle* *insolvenze aziendali a livello globale del +9%* *per* *quest’anno”*, **aggiunge** **Aylin** **Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade.**

 

### **Il 53% delle** **aziende** **sta** **valutando la possibilità di** **trasferire** **le catene di approvvigionamento a causa delle** **crescenti** **preoccupazioni** **geopolitiche..****. ma saranno disposte a farlo** **sul serio****?**

 

Alla domanda su quali siano i tre principali rischi che minacciano maggiormente i loro siti di produzione e le loro catene di approvvigionamento all’estero, le aziende citano più spesso questioni legate al modo in cui sono strutturate le catene di approvvigionamento, come la complessità, la concentrazione o la concorrenza. I rischi legati alla geopolitica, alla politica e al protezionismo vengono menzionati solo successivamente, seguiti, a loro volta, dai rischi ESG.

 

*“**Il panorama politico, con* *cittadini chiamati al voto in* *economie che rappresentano quasi il 60% del PIL mondiale, contribuisce all’aumento dei rischi geopolitici e delle incertezze. In questo contesto, le aziende* *restano in attes**a**, concentrate soprattutto sulle prossime elezioni nazionali.* *Detto questo,* *il livello di* *esposizione* *de**lla catena di* *approvvigionamento* *può cambiare la percezione del rischio:* *in generale, le* *imprese* *con lunghe catene di* *approvvigionamento* *e* *più della metà* *della produzione* *all**‘estero sono preoccupate* *soprattutto* *di* *un’intensificazione della* *guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina”,* **afferma Ano Kuhanathan, Head of Corporate Research di Allianz Trade**.

 

In questo contesto, per mitigare le interruzioni delle catene di approvvigionamento, le società stanno migliorando principalmente la gestione dei rischi associati a esse, aumentando la due diligence ESG sui fornitori e acquistando assicurazioni sulla catena di approvvigionamento. Tuttavia, mentre il 53% degli intervistati dichiara di prendere in considerazione la possibilità di trasferire parti della propria catena di approvvigionamento a causa dei crescenti rischi geopolitici, quelli che stanno effettivamente compiendo passi concreti in questa direzione risultano essere meno numerosi: il trasferimento dei siti produttivi non figura tra le prime tre azioni su dieci proposte per mitigare le interruzioni della catena di approvvigionamento (ad eccezione del caso degli esportatori spagnoli e tedeschi).

 

*“La* *diversificazione è diventata la strategia principale per* *avere* *caten**e* *di approvvigionamento* *resilienti* *m**a* *essa* *comporta* *dei* *rischi, aumentando la complessità e* *le* *potenziali strozzatur**e* *e non* *rappresenta* *una soluzione perfetta**. Ad esempio, il 48% degli esportatori statunitensi* *con* *siti di produzione o fornitori in Cina prenderebbe in considerazione paesi dell’Asia-Pacifico o dell’America Latina per diversificare le proprie catene di* *approvvigionamento**.* *Tuttavia,* *essi* *sarebbero comunque esposti alla Cina indirettamente, dato il* *suo ruolo* *fondamentale* *di fornitore globale nel settore manifatturiero**“*, **afferma Ana Boata,** **Global Head of Economic Research** **di Allianz Trade.**

 

Non è in atto un *decoupling* completo dalla Cina. Più di un terzo delle aziende prevede di aumentare la propria presenza nel paese, mentre solo l’11% ha dichiarato di volerla ridurre. Tra coloro che hanno indicato di voler trovare alternative alla Cina, la percentuale più alta di intervistati ha citato come regione preferita l’Asia-Pacifico (37%), seguita dall’Europa occidentale (17%). Nella zona Asia-Pacifico, l’ASEAN raccoglie più di un terzo delle scelte, mentre, la restante quota è ripartita in parti uguali tra Giappone, India, Taiwan, Corea del Sud e Australia.

 

### **La sostenibilità guadagna terreno, ma la** **corsa non è ancora finita**

 

Le catene di approvvigionamento sono al centro della sostenibilità e le aziende ne sono sempre più consapevoli. Il 72% degli intervistati, con responsabilità legate alla catena di approvvigionamento, ha anche responsabilità in materia di ESG. Tuttavia, i progressi rispetto agli obiettivi climatici restano lenti. Solo il 27% degli intervistati è fermamente convinto che la propria azienda abbia attuato misure ESG che abbiano conseguenze significative sull’attività, dal passaggio verso modalità più sostenibili, per quanto riguarda le scelte logistiche (26%) e dallo sviluppo di prodotti più sostenibili (25%) al miglioramento della resilienza climatica delle catene di approvvigionamento (23%).

 

*“Il 76%* *degli* *intervistati dichiara che la propria* *azienda* *dispone di* *un piano chiaro per* *l’eliminazione graduale dei* *combustibili fossili, indipendentemente dalla fluttuazione dei prezzi”. Si tratta di un grande passo avanti: le* *imprese* *si concentrano ora su iniziative strutturali piuttosto che* *su* *azioni a breve termine.* *Ma la strada da percorrere è ancora lunga:* *quasi* *2 aziende su 3 prevedono di ridurre le emissioni* *solo* *dell’1-5% nei prossimi* *dodici* *mesi,* *una percentuale* *ben lontan**a* *dall’impegno* *necessario per raggiungere* *l’obiettivo* *di emissioni nette pari a zero* *entro il 2050**“*, **conclude Aylin Somersan Coqui.**

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Fonte: [8 aziende su 10 si dicono fiduciose rispetto alle esportazioni: dopo la tempesta arriva il sole?](https://giornaledellepmi.it/8-aziende-su-10-si-dicono-fiduciose-rispetto-alle-esportazioni-dopo-la-tempesta-arriva-il-sole/), Il Giornale delle PMI.
