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title: "5 disturbi confusi con patologie legate al mondo del lavoro"
url: https://giornaledellepmi.it/5-disturbi-confusi-con-patologie-legate-al-mondo-del-lavoro/
author: "Redazione"
published: 2023-07-20T06:30:55+02:00
modified: 2023-07-19T20:51:13+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["SALUTE-SICUREZZA"]
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# 5 disturbi confusi con patologie legate al mondo del lavoro

*Redazione · 20 Luglio 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Un’indagine condotta dalla piattaforma di benessere mentale Serenis evidenzia che l’80% dei pazienti che iniziano un percorso di psicoterapia denunciando difficoltà correlate al lavoro non riceve una diagnosi di conferma.

**Solo il 20% dei pazienti che iniziano un percorso di psicoterapia denunciando problemi legati al mondo del lavoro riceve una diagnosi correlata**: è il dato che emerge da un’**indagine interna** condotta dalla piattaforma di benessere mentale **Serenis** ([https://www.serenis.it/](https://www.serenis.it/)) su un campione di oltre **3000 persone**.

 

Dall’analisi risulta che, di quel 20%, **le donne rappresentano il gruppo più consistente, con una percentuale del 67%**; **la fascia di età compresa tra i 25 e i 35 anni**, che coinvolge il 46% del campione, **è la più compromessa**; infine, la **categoria degli individui di** **età superiore ai 45 anni** si presenta come la **meno coinvolta**, poiché solo il 9% dei partecipanti all’indagine manifesta disturbi in questo ambito.

 

“*Il posto di lavoro è il luogo dove passiamo la maggior parte del nostro tempo, circa 60.000 ore della nostra vita spese a lavorare in media**, e spesso ci sottopone alle pressioni maggiori: è naturale quindi che faccia da trigger per altre difficoltà psicologiche. In terapia, in generale, si indagano le difficoltà che questo genera* *nel comportamento quotidiano: non a caso, la capacità di portare avanti una vita lavorativa autonoma è uno dei parametri anche psichiatrici per la salute mentale. Il mondo del lavoro, in ogni caso, sta cambiando a velocità sostenuta e spesso non si trova i**n linea con la preparazione accademica dei nostri pazienti. Questo può generare una confusione negli obiettivi e nelle prospettive, anche considerando il peso delle aspettative della famiglia, con le quali viene a crearsi inevitabilmente un gap molto ampio*”, commenta così i dati della ricerca **Martina Migliore**, **psicoterapeuta cognitivo-comportamentale di Serenis**.

 

### **Quando il problema potrebbe non essere il lavoro?**

 

Dallo studio emerge anche che, delle persone che si rivolgono agli psicoterapeuti di Serenis dichiarando di avere delle difficoltà correlate al lavoro, il 37% ha un disturbo di **ansia**, il 22% intraprende un percorso legato alla **crescita personale**, il 19% alla mancanza di **autostima**, il 17% ha **problemi relazionali**, l’8% fa un percorso legato allo **stress**, il 7% ha **crisi esistenziali**, il 6% lavora sull’**assertività**, il 5% ha **problemi di coppia**, il 4% ha un **disturbo depressivo**, il 3% inizia un percorso legato alla **gestione dei conflitti** e la restante parte per disagi legati al **lutto**, a **traumi**, ai **disturbi dell’umore**, agli attacchi di **panico**, al **comportamento alimentare**, al **sonno** e non solo.

 

**Ma perché tendiamo a identificare nel lavoro la causa del nostro malessere?** Di quali patologie soffriamo in realtà? E quali sintomi le confondono? Con l’obiettivo di aiutare le persone a orientarsi all’interno di un panorama sintomatologico comune a diverse patologie, **Martina Migliore**, da poco nominata Direttrice Formazione e Sviluppo di Serenis, elenca di seguito **5 disturbi che possono essere scambiati con patologie legate al mondo del lavoro** e i **segnali che possono creare confusione**:

 

1. **Disturbi ossessivo-compulsivi**: portano le persone a sovrastimare il proprio carico di responsabilità e a temere le conseguenze che deriverebbero da un eventuale fallimento, percepite come catastrofiche. Il lavoro presuppone capacità organizzative e decisionali e questi fattori colludono con la sintomatologia dei disturbi in questione.
2. **Perfezionismo patologico**: spinge i professionisti a fissare standard altissimi, quasi inumani, e a legare tutto il valore personale ai successi in termini di performance. Tutti affrontano giornate più o meno produttive, e questo, per i perfezionisti patologici, diventa un problema insormontabile dal momento che il valore personale per loro dipende da un singolo risultato o da un feedback negativo.
3. **Depressione**: causa nelle persone una demotivazione generica e una stanchezza cronica, tra le altre cose. I ritmi lavorativi, per i depressi, possono diventare facilmente insostenibili, anche se basici, e questo non fa che aumentare la loro percezione di non essere abbastanza e la sfiducia in se stessi.
4. **Fobia sociale**: fa temere il confronto con l’altro, percepito come pericoloso e sempre pronto a dare un giudizio negativo. Nel lavoro siamo chiamati, salvo casi di isolamento sociale totale, al dialogo con i colleghi e con i superiori, costrizione che può creare un disagio insostenibile da parte di chi percepisce il minimo cambiamento nelle proprie reazioni corporee e nei segnali dell’altro, che interpreta come altamente giudicante.
5. **Disturbo da deficit di attenzione**: spesso sottovalutato nell’adulto, l’ADHD causa un ventaglio di sintomi molto difficili da gestire e riconoscere, soprattutto se in assenza di una diagnosi e di un percorso psicoterapico infantili. Il lavoro implica organizzazione e rispetto delle scadenze e dell’opinione altrui. Tenere a mente tutto e frenare l’impulsività che spinge ad agire senza controllo, per loro può diventare complicato.

 

“*Spesso si tratta di gestione dell’ansia non efficace, di problematiche ossessive che aumentano il carico di lavoro in modo eccessivo e che fanno percepire una responsabilità abnorme rispetto alle reali mansioni, oppure di poca capacità di concentrazione e* *di impulsività non diagnosticate nell’infanzia, che rendono molto difficile l’organizzazione del lavoro. Le problematiche relazionali e familiari hanno anche un carico importante: insomma è un po’ come se il lavoro fosse un calderone in cui bolle di tutto*”, aggiunge **Martina Migliore**.

 

### **Quando il problema è il lavoro?**

 

Tuttavia, esistono dei **campanelli d’allarme che inequivocabilmente afferiscono a problematiche lavorative**: per primi, tutti i casi di **molestie e pressioni specifiche**, ma anche la percezione oggettiva di un **ambiente lavorativo malsano**.

 

“*Il problema esiste. Sicuramente il lavoro e l’iperproduttività costituiscono una fonte di pressione non indifferente, anzi a volte inneggiare al ral**lentamento delle attività, al valore della noia e allo staccare fa sentire ancora più inadeguato chi è abituato a vedersi sempre in corsa. Si ha un effetto treno a tutta velocità che finisce per deragliare alla prima curva o al primo sassolino sulle rotaie*”, denuncia Migliore, disegnando il volto del mondo del lavoro di oggi tra **iperproduttività, velocità e iperconnessione**.

 

**Cosa fare, allora, nel caso di una patologia sospetta legata al mondo del lavoro?** Il primo passo da compiere a tutela del nostro benessere mentale è cercare un consulto con uno specialista. Esistono, infatti, professionisti come gli psicoterapeuti, **esperti anche di disturbi e patologie legate alla sfera professionale** dell’individuo, capaci di fornire supporto, diagnosi e trattamenti ad hoc somministrati nell’ambito di un percorso di scoperta dell’origine del nostro malessere.

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Fonte: [5 disturbi confusi con patologie legate al mondo del lavoro](https://giornaledellepmi.it/5-disturbi-confusi-con-patologie-legate-al-mondo-del-lavoro/), Il Giornale delle PMI.
