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title: "3 imprenditori su 4 considerano la reputazione di fornitori e collaboratori più importante dell’aspetto economico"
url: https://giornaledellepmi.it/3-imprenditori-su-4-considerano-la-reputazione-di-fornitori-e-collaboratori-piu-importante-dellaspetto-economico/
author: "Redazione"
published: 2021-11-08T07:06:49+01:00
modified: 2021-11-05T21:12:06+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["COMUNICAZIONE", "La rassegna dell'una"]
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# 3 imprenditori su 4 considerano la reputazione di fornitori e collaboratori più importante dell’aspetto economico

*Redazione · 8 Novembre 2021 · Il Giornale delle PMI*

> Nella scelta dei partner, dei fornitori, ma anche dei collaboratori, è la reputazione, soprattutto online la vera discriminante.

La **reputazione** sembra essere l’asset più **importante** nei rapporti commerciali e imprenditoriali, ancor **più dell’eventuale vantaggio economico**. Questo è quanto è emerso da una rilevazione condotta dall’[**Università Popolare degli Studi di Milano**](https://www.unimilano.net/) in collaborazione con [**Semrush**](https://it.semrush.com/)**,** piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, su un **panel di 540 imprenditori** titolari di aziende studi professionali e liberi professionisti in attività da almeno 5 anni.

 

Per oltre **3 intervistati su 4 (77%)** la **reputazione** è il fattore che **influisce in misura maggiore** nella decisione di avviare una **partnership** o nella scelta di **fornitori** e **collaboratori**. Questo perché, come risultato evidente soprattutto nell’ultimo anno, **cambiamento ed incertezza sono delle costanti** di tutti i mercati, che possono incidere profondamente sullo stato di salute di un’attività. L’affidabilità e la professionalità divengono quindi elementi centrali quando si tratta di scegliere un fornitore, un partner o un collaboratore. La reputazione diventa un asset prezioso.

 

“*Ciò che viene detto di noi e di quel che facciamo costituisce la nostra immagine pubblica, la nostra reputazione in relazione ad un determinato contesto –* spiega **Alessandro Maola**, esperto di comunicazione, fondatore della [**Alessandro Maola Comunicazione**](https://www.alessandromaola.it/) -. *È, dunque, importantissimo costruire una solida reputazione, off line, ma soprattutto online, imparando a comunicare il proprio valore attraverso i fatti, scegliendo i media ed i linguaggi più appropriati. Ed è fondamentale che tale reputazione non sia lasciata al caso, ma sia frutto di una precisa strategia, finalizzata a trasmettere valore e competenza. Ad esempio, con una particolare attenzione alle media relations: l’ufficio stampa esiste da secoli, ma con l’avvento del web è diventato centrale nelle strategie di comunicazione di imprese e professionisti. Basti pensare a che ruolo ha assunto la reputazione online per le campagne di web marketing ad esempio. La fiducia, la buona reputazione è quella che può davvero fare la differenza nel farci scegliere”.*

 

Circa il **60%** degli imprenditori interpellati **svolge in prima persona indagini online** per vedere cosa sia stato scritto sul soggetto di suo interesse, rintracciando i profili social, in particolare Linkedin, per leggere eventuali menzioni e segnalazioni da parte di altri gruppi o utenti, articoli e post che lo riguardano, eventuali pubblicazioni a sua firma, recensioni di lavori svolti e altro, il **43%** utilizza anche **specifici tool informatici** per rendere la ricerca più completa, il **17%** affida le verifiche ad **analisti specializzati**. Il **62%** ritiene che la reputazione online assuma un **peso ancora maggiore** nel caso di **rapporti con l’estero**.

 

“*Le ricerche volte ad appurare la reputazione di qualcuno sono cresciute di quasi il 55% nel 2020, un trend che sembra confermarsi anche nel 2021, con una crescita del 31% nel secondo trimestre e, addirittura, del 64% nel terzo*. – Commenta **Fernando Angulo**, Responsabile della comunicazione di **Semrush** – *In molti credono erroneamente che, dal punto di vista lavorativo sia sufficiente un buon profilo LinkedIn, ma in realtà la costruzione della presenza e della reputazione online è qualcosa di ben più complesso*”.

 

Circa **1 imprenditore su 2** ha ammesso di aver **cambiato idea** su un potenziale partner, fornitore o collaboratore dopo l’esito dell’indagine reputazionale. Tra i motivi della decisione ci sono i **feedback negativi** riscontrati (**41%**), l’aver valutato **inadeguate le prestazioni** del soggetto monitorato (**16%**), ma anche il **non aver trovato nulla** (**11%**).

 

La mancanza di una presenza online è considerata una **discriminante** soprattutto **per i fornitori di servizi e per i venditori**, in questo caso 2 **imprenditori su 3 preferiscono non avviare collaborazioni**.

 

“*Oggi viviamo in un mondo sempre più globalizzato e, soprattutto, digitalizzato –* aggiunge il **Prof. Avv. Giovanni Neri**, **Magnifico Rettore** -. *La Pandemia ha accelerato il crollo delle barriere geografiche, aumentando la diffusione dell’e-commerce e dello smart working. Il web ha sostituito il passaparola tra conoscenti, la segnalazione di talenti, ma spesso anche l lettera di referenze, molto utilizzata qualche decennio fa, con la quale i precedenti datori di lavoro attestavano le capacità di un soggetto. Oggi il web è come la pubblica piazza del passato, dove le comari vedevano e sentivano tutto. Oggi, però, a differenza del passato, abbiamo la possibilità di intervenire su ciò che viene detto di noi, e di costruire l’immagine pubblica che vorremmo avere*”.

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Fonte: [3 imprenditori su 4 considerano la reputazione di fornitori e collaboratori più importante dell’aspetto economico](https://giornaledellepmi.it/3-imprenditori-su-4-considerano-la-reputazione-di-fornitori-e-collaboratori-piu-importante-dellaspetto-economico/), Il Giornale delle PMI.
