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title: "1,4 miliardi alle PMI grazie al Patto per l’Export"
url: https://giornaledellepmi.it/14-miliardi-alle-pmi-grazie-al-patto-per-lexport/
author: "Alberto Predieri e Laura Mantelli"
published: 2020-08-07T07:08:54+02:00
modified: 2020-08-06T19:48:19+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE", "La rassegna dell'una"]
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# 1,4 miliardi alle PMI grazie al Patto per l’Export

*Alberto Predieri e Laura Mantelli · 7 Agosto 2020 · Il Giornale delle PMI*

La pandemia che ha afflitto (e sta ancora affliggendo) il mondo intero in questo anno, con i conseguenti provvedimenti restrittivi che sono stati adottati, ha inevitabilmente portato con sé una crisi economica che ha impattato notevolmente sulle PMI italiane.

 

È quindi necessaria un’azione di rilancio economico, dell’Italia e delle sue piccole e medie imprese, che non può prescindere dalla loro rinnovata affermazione sui mercati internazionali, anche attraverso l’adozione di strategie commerciali e modelli innovativi.

 

Lo Stato italiano è intervenuto in questo senso, sottoscrivendo l’8 giugno 2020 il cosiddetto Patto per l’Export, ovvero un vero e proprio accordo che recepisce le istanze delle associazioni di categoria (i tavoli di lavoro hanno visto il coinvolgimento di oltre 250 partecipanti e 147 associazioni rappresentative di tutti i settori produttivi) che ha quale finalità, attraverso la messa a disposizione di importanti risorse pubbliche (sono stati stanziati 1.4 miliardi di euro) di promuovere e consentire, con suggerimenti ed iniziative pratiche e concrete, una balzo in avanti delle PMI italiane nel commercio internazionale, basate su sei pilastri: Comunicazione, Promozione Integrata, Formazione/Informazione, Sistema fieristico, Commercio digitale; Finanza agevolata.

 

Le strategie individuate si esplicano in particolare nel (i) realizzare comunicazione strategica e integrata a favore del made in Italy e di tutte le filiere; (ii) facilitare ed incentivare l’accesso della più ampia platea di PMI, anche non ancora esportatrici, all’intera gamma di strumenti pubblici a sostegno dell’internazionalizzazione; (iii) sviluppare l’e-commerce, ad esempio affiancando alla dimensione fieristica tradizionale “in presenza”, modelli complementari di fiere “virtuali” e creando appositi eventi promozionali digitali per l’offerta del made in Italy in mercati chiave; (iv) potenziare le risorse pubbliche destinate all’offerta di finanziamenti a tassi agevolati e sistemi di garanzia ed ampliare e semplificare le opportunità della finanza agevolata a favore della giovane imprenditoria e delle start-up.

 

Ad esempio, il Piano prevede alcuni passi concreti da compiere nei prossimi mesi, con l’utilizzo appunto di risorse pubbliche, che le singole PMI possono sfruttare a loro vantaggio, ovvero:

 

1) verrà avviata una campagna di “**nation branding**”, realizzata da ICE-Agenzia;

 

2)è stato realizzato un **e-book**, (scaricabile gratuitamente al link [https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/06/ebook\_export\_una\_guida\_per\_partire.pdf](https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/06/ebook_export_una_guida_per_partire.pdf)) che costituisce una vera e propria guida di accompagnamento all’export, con indicazioni pratiche che le PMI pronte ad affacciarsi sul mercato internazionale, ma non ancora stabilmente esportatrici possono seguire;

 

3) verrà realizzato un **e-desk** –partendo da un progetto in corso ICE-SACE-MAECI – che consentirà l’accesso digitalizzato ai servizi di sostegno all’export, attraverso il portale unico, con una profilazione di aziende, settori e mercati; TEM (Temporary Export Manager) e DEM (Digital Export Manager), che assisteranno l’azienda nei processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione; creazione di piattaforme per incontri B2B virtuali;

 

4) sono state incrementate le operazioni a valere sul Fondo 394/81, grazie anche ai vantaggi ulteriori derivanti dalla creazione, in questa situazione di emergenza, di una componente a fondo perduto, dall’elevazione dei limiti massimi di finanziamento e dalle concrete facilitazioni promosse in materia sia di esenzione dalla prestazione di garanzie, sia di aumento della quota di aiuti de minimis. ****In particolare, fino al 31 dicembre 2020 le PMI esportatrici di beni e servizi possono richiedere un finanziamento agevolato a valere sul fondo 394/81, senza dover prestare una garanzia****, finalizzato a supportare la crescita e internazionalizzazione nei mercati Extra Ue (ed è in fase di approvazione anche l’estensione delle misure ai paesi dell’Unione Europea), ovvero finanziamenti dedicati per sviluppare soluzioni di e-commerce, per partecipare a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema, per realizzare studi di fattibilità, per aprire strutture commerciali, per realizzare programmi di assistenza tecnica, per patrimonializzare le PMI già esportatrici;

 

5) sono state pensate polizze (gestite da SACE SpA e SACE BT, a seconda delle caratteristiche dell’operazione, ) per proteggere l’esportatore dal rischio di insolvenza e offrire dilazioni di pagamento ai propri clienti esteri rendendo più competitivi i propri prodotti e servizi.

 

In sostanza, il Patto per l’export e le risorse messe a disposizione dallo Stato per la realizzazione dello stesso, offrono lo spunto per la realizzazione concreta di alcune iniziative da parte delle PMI per incrementare i rapporti commerciali con l’estero ed incentivare il processo di internalizzazione, al fine di uscire prima e meglio dalla crisi economica.

 

Si tratta, in sostanza, di un’occasione per colmare anche il gap digitale delle PMI italiane, al fine di implementare il canale digitale, a fini comunicativi, commerciali e produttivi. Si tratta di canali ad oggi fondamentali che, però, vengono sfruttati ancora poco dalle aziende italiane; afferma il Ministero dell’Innovazione che “**su 760 mila Pmi che abbiamo in Italia solo il 9% sfrutta il canale digitale in confronto alle aziende europee che sono sul 15%**”. In particolare, i negozi online nel periodo post-Covid avranno un ruolo fondamentale, anche perché proprio durante la pandemia un’enorme quantità di consumatori si è avvicinata a questa nuova modalità di acquisto. L’e-commerce è quindi una sfida cruciale per le aziende italiane: non solo bisogna favorire la creazione di piattaforme digitali ma cercare di presidiare i principali marketplace globali.

 

Ovviamente la trasformazione e l’innovazione digitale non devono essere improvvisate, ma devono essere realizzate in modo mirato e corretto, con ogni presidio a tutela della stessa PMI.

 

In particolare, andranno revisionati ed implementati tutti i modelli contrattuali (ad esempio: format di ordini di acquisto, condizioni generali di vendita) ed i siti web (informative sul trattamento dei dati personali, informative sui cookies etc) per renderli non solo conformi alle varie normative che entrano in gioco (tutela del consumatore e privacy), ma anche vantaggiosi per le PMI (ad evitare che si inneschino reclami e contenziosi che comportano una perdita di denaro per le aziende).

 

Va anche verificato, nel caso affaccio su mercati e Paesi esteri, che il prodotto ed il servizio venduti od offerti, nonché le medesime modalità di vendita od offerta del servizio siano compatibili con la normativa (civile, fiscale e doganale) del Paese al quale ci si rivolge.

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Fonte: [1,4 miliardi alle PMI grazie al Patto per l’Export](https://giornaledellepmi.it/14-miliardi-alle-pmi-grazie-al-patto-per-lexport/), Il Giornale delle PMI.
